Perchè il nucleare è un bluff

Centrale Nucleare

La Sinistra Casalese ha aderito e aderisce alle iniziative contro la proposta del governo Berlusconi di ricorrere al nucleare per affrontare la crisi energetica.

Le parole del ministro dello Sviluppo economico Scajola indicano al Paese la strada del ritorno al nucleare praticamente come l’unica opportunità su cui investire per il futuro. E tale scelta è sostenuta anche dagli industriali di Confindustria.

Occorre perciò riprendere la critica decisa e puntuale condotta del movimento antinuclearista a questa tecnologia che anche recentemente, nella vicina Francia, ha rivelato i suoi limiti e la sua pericolosità.

In nucleare rappresenta una scelta sbagliata e pericolosa. Vogliamo ribadirlo anche oggi, a venti anni dal referendum che aveva escluso l’uso di questa tecnologia in Italia.

Il nucleare è una tecnologia insostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico: produce scorie radioattive non smaltibili in sicurezza (si veda la vicenda di Saluggia, sede e del rischio di contaminazione dell’acquedotto del Monferrato), si basa sullo sfruttamento di una materia prima in via di esaurimento ed è molto costosa (tanto più se si mettono in conto anche le spese per lo smaltimento delle scorie e per la messa in sicurezza, una volta terminato il ciclo produttivo, della centrale).

Riproporre il nucleare implicherebbe un abbandono delle linee che, invece, riteniamo fondamentali per una coerente politica energetica: risparmio, efficienza energetica e sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

Questa è, a nostro parere, la direzione che renderà possibile rispondere al fabbisogno energetico, per molti versi insensato, tenendo conto della sostenibilità ambientale, del rispetto del Protocollo di Kyoto e della lotta ai cambiamenti climatici in atto.

Lo diciamo da un territorio che ha pagato e paga tuttora un prezzo molto alto per scelte filonucleari del passato e per la gestione delle scorie radioattive italiane.